Ultima modifica: 9 Luglio 2014
Integrazione alunni diversamente abili > Pianificazione delle attività

Pianificazione delle attività

Nella pianificazione delle attività d’integrazione intervengono, a vari livelli, sia i singoli insegnanti sia gli organi Collegiali.
Nella scuola è operante il G.L.H. che ha funzione di programmazione, di verifica e di coordinamento degli interventi predisposti.
Tutti gli insegnanti del Consiglio di classe o del team si fanno carico della programmazione, dell’attuazione e della verifica del PEI al fine di realizzare il principio stesso dell’integrazione: far agire il più possibile ogni soggetto con i suoi compagni di classe o di gruppo.
Il docente di sostegno è contitolare delle sezioni e delle classi. La sua figura resta senza dubbio essenziale e insopprimibile allo stato dei bisogni e della normativa. Egli costituisce una “risorsa” della scuola e nella scuola, ma non è una figura sostitutiva, bensì un “supporto ad evidenziare ai colleghi stessi, i nodi metodologici e didattico – disciplinari in cui s’inceppa l’azione d’educazione ed istruzione nei confronti dei soggetti in situazione di handicap”. Egli individua gli specifici bisogni personali dei soggetti in difficoltà, assolve al compito di facilitare i rapporti e le relazioni fra gli operatori, tanto all’interno del sistema scolastico, quanto al di fuori dello stesso (famiglia, agenzie educative e in particolare con l’equipe socio-pedagogiche che lavorano sul territorio).

ADEMPIMENTI SCUOLA – FAMIGLIA

Entro fine FEBBRAIO per l’A.S. 2010/11 – Iscrizione

I genitori all’atto dell’iscrizione o comunque nel passaggio tra un ordine di scuola e l’altro, presentano la certificazione o il suo aggiornamento (prodotta dal servizio sanitario pubblico o privato convenzionato) comprendente il Verbale di accertamento e la Diagnosi Funzionale (o altro documento analogo) e aspettano di essere convocati dal Dirigente scolastico per esporre la situazione particolare del/la figlio/a e la storia scolastica.
Rif. : D.P.R. 24/02/94 “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle U.S.L. in materia degli alunni portatori di handicap” in applicazione degli art.12 e 13 L. Quadro 104/92

MARZO-APRILE – Preparazione all’assegnazione alla classe

Il Dirigente scolastico convoca, in accordo con l’insegnante di sostegno coordinatore, la riunione di Istituto del Gruppo di studio e di Lavoro sull’Handicap tra insegnanti di classe e di sostegno della scuola di provenienza e di quella che accoglie, insegnanti della commissione formazione classi, operatori dei servizi socio-sanitari, rappresentanti dei servizi sociali comunali, allo scopo di ricevere informazioni utili per un più proficuo progetto di inserimento dell’alunno nella scuola e nella classe di accoglienza.
Viene compilato il modello  allegato 1 (pdf, 40 kb)
Viene Compilato il Mod.MAGGIO- GIUGNO – scuola secondaria

MAGGIO- GIUGNO – scuola primaria

Il dirigente convoca i coordinatori delle commissioni GLH e formazione classi per individuare le classi secondo i seguenti criteri.
  • Per i casi più difficili – in ordine di priorità:
  1. sondaggio della disponibilità dei vari consigli di classe della scuola secondaria e dei team  della scuola primaria all’accoglienza.
  2. individuazione di un corpo docenti stabile.
  3. sorteggio.
  • Per i casi semplici:
  1. è prevista la sola modalità di sorteggio

MARZO – Adeguamento barriere architettoniche attrezzature e ausili riabilitativi

Il Dirigente scolastico e il rappresentante dell’ente locale, sindaco e/o assessore, valutano l’adeguatezza delle strutture edilizie e la possibilità di accesso ai diversi ambienti di lavoro (palestra, aule, cortile, laboratori, servizi igienici…); in presenza di ostacoli strutturali si potranno inoltrare al Comune richieste di adeguamento tempestivo.
Rif.: L. Quadro 104/92 del 05/02/92, art.8 lettera c) e 24 “Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche” L. n. 23 11/01/96 Ripartizione delle competenze tra comuni e province.

MARZO – Richiesta insegnante di sostegno

GIUGNO – Richiesta insegnante di sostegno (per i non inseriti a marzo)

 -Richiesta assistente educatore

La scuola di accoglienza, subito dopo la riunione che segue l’iscrizione, avvia l’inoltro delle pratiche per ottenere il personale indispensabile all’integrazione:
– all’Ufficio Scolastico Provinciale per l’assegnazione dell’insegnante di sostegno, per la richiesta di eventuali deroghe, per la segnalazione delle classi troppo numerose in relazione ai bisogni degli alunni certificati inseriti;
– all’ufficio servizi sociali del comune per la richiesta di assistenti  educatori, preso atto che nella Diagnosi Funzionale ve ne è specificata la necessità;
– ai vari enti tramite modulistica specifica, a seconda delle intese fissate dall’Accordo di programma (previsto dalla L.104/92), per l’assegnazione del personale di assistenza e di altri possibili interventi e/o ausili a supporto dell’integrazione.
Rif.:* D.M.331/98 art. 37 e 41, integrati dall’art. 26 comma 16 della L.448/98 *L. 449 del 1997 (possibilità di deroga al rapporto docente specializzato popolazione scolastica 1/138) e successo formativo alunni particolari forme di h Art. 40 comma 3 *C.M. 6 luglio 2004 n.54 art.35 comma 7 L.  n.289/02 *L. Quadro n. 104/05/92 art. 8 Inserimento e integrazione sociale *L. Quadro n.104/05/92 art. 9 “Servizio di aiuto personale” e art. 13 “Integrazione scolastica” *D.P.R. n.616/77 art.42 e 45

DA FEBBRAIO – Trasmissione dei materiali informativi da una scuola all’altra

La scuola di provenienza trasmette alla scuola di accoglienza i materiali utili alla conoscenza del percorso educativo e finalizzati al proseguimento:
  • D.F.
  • P.D.F. dell’anno concordato e prodotto nell’ambito del GLH
  • P.E.I.
*C.M. n. 1 del 04/01/1988 “…ogni notizia relativa agli interventi realizzati sul piano dell’integrazione e delle attività specificatamente didattiche…”

GIUGNO – (scuola secondaria) Preparazione dell’ingresso nella scuola

SETTEMBRE – (scuola primaria)

Il Dirigente scolastico convoca i GLH operativi dei diversi consigli di classe/sezione delle classi di inserimento degli alunni diversamente abili  per uno scambio di informazioni fra: i docenti dei due ordini di scuola, l’operatore del servizio socio sanitario o della struttura privata che ha in carico l’alunno, i genitori e l’assistente sociale comunale; allo scopo di stendere una prima  bozza di Profilo Dinamico Funzionale.
Rif.: L. Quadro n. 104/92  art. 14  “Modalità di attuazione dell’integrazione” comma 1, lettera c) : “…il ministero della .P. I. provvede altresì: …a garantire la continuità educativa fra i diversi gradi di scuola, prevedendo forme obbligatorie di consultazione…”
C.M. n. 1 del 01/01/1998” Continuità educativa nel processo di integrazione degli alunni”

NOVEMBRE  – Progetto di accoglienza – Accompagnamento

Dopo un periodo di osservazione il Glh operativo predispone un P.D.F. e un Piano Educativo Individualizzato condiviso e integrato tra i diversi ambiti di intervento. Nella stessa sede, il gruppo definisce la scansione temporale degli incontri annuali.
Nelle situazioni di disabilità rilevante è possibile favorire il passaggio da un ordine all’altro tramite un progetto di “accompagnamento” da parte dell’insegnante che ha seguito l’alunno/a nell’anno precedente che così viene autorizzato a seguire per 2 o 3 mesi l’alunno/a nella nuova scuola e costruire un passaggio graduale che garantisca la continuità educativo-didattica.
*D.P.R. 24 febbraio 1994 “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle USL in materia degli alunni portatori di handicap
*C.M.n.1 del 04/01/1988

SETTEMBRE – obbligo d’istruzione  3° media – superiore di 2°grado

L’obbligo di istruzione che prevede una  frequenza scolastica per un periodo di 10 anni (di cui 5 nella primaria, 3 nella secondaria di 1° grado e 2 nella  secondaria di 2° grado e nei percorsi di istruzione e formazione professionale) riguarda tutti gli alunni, indipendentemente dalla tipologia e dalla gravità della disabilità.
La domanda di iscrizione al nuovo ordine di scuola va corredata dalla certificazione e dalla Diagnosi Funzionale. La scuola di accoglienza, allo scopo di favorire la frequenza di tutti gli alunni, nel quadro della programmazione dell’offerta formativa, può predisporre progetti e percorsi integrati in convenzione con agenzie di formazione professionale.
Per gli alunni che non hanno conseguito il titolo conclusivo del 1° ciclo e che hanno compiuto i 16 anni di età è prevista la possibilità di conseguire tali titoli anche nei centri per l’istruzione degli adulti.
*D.M. n°139 del 22.08.2007
I docenti consegnano alle famiglie un’informativa riguardo al passaggio di ciclo allegato 2 (pdf, 480 kb)

ADEMPIMENTI DELLA SCUOLA

Per ogni alunno, in ottemperanza alla C.M. n° 258 e alla L. n. 104, predispone  il P.E.I. attraverso
a)    l’identificazione della situazione al momento dell’ingresso (DIAGNOSI FUNZIONALE) indicante le caratteristiche fisiche, psichiche, affettive, situazione medica;
b)    la valutazione approfondita (PROFILO DINAMICO-FUNZIONALE) indicante il livello di capacità, d’apprendimento, d’abilità pratiche e operative, potenzialità, difficoltà derivanti dal deficit e a prescindere da esso; le capacità devono essere sollecitate, rafforzate e sviluppate “nel rispetto delle scelte culturali della persona diversamente abile”; nella stesura è prevista la collaborazione dei genitori dell’alunno e dagli specialisti.
c)    la stesura del P.E.I. contenente gli obiettivi generali e intermedi, tipi d’intervento, interazione fra i docenti, materiali, luoghi e tempi d’azione.
Compiti dei docenti di sostegno:
  • contribuiscono alla conoscenza dell’alunno dal punto di vista cognitivo, psichico, relazionale e sociale;
  • coordinano le osservazioni sul soggetto effettuate dai docenti del Consiglio di classe o del team;
  • raccolgono tutte le informazioni provenienti dalle diverse agenzie e le trasmettono al Consiglio di classe o al team;
  • coordinano la stesura e la realizzazione di un percorso individualizzato che, partendo dalle abilità e dalle potenzialità, miri allo sviluppo del massimo livello individualmente possibile e, al termine del percorso scolastico, almeno del minimo socialmente necessario.
All’interno della programmazione educativa e didattica del Collegio docenti, sono individuati gli obiettivi trasversali da realizzare nel percorso scolastico per gli alunni portatori di handicap.
Indicazioni precise sono date anche rispetto agli obiettivi generali che devono essere posti per l’alunno portatore di handicap:
  • autonomia;
  • competenze e abilità (motorie, percettive, cognitive, comunicative, espressive);
  • conquista di strumenti operativi basilari (linguistici, matematici).
E’ nell’ambito di questi obiettivi generali che, nella nostra scuola, sono individuati gli obiettivi educativi (riconducibili a tre ambiti: autonomia, rispetto di sé e rispetto degli altri) e gli obiettivi cognitivi.
Nel Consiglio di classe o nel team sono individuate le aree in cui l’alunno deve essere supportato dal docente di sostegno, gli obiettivi specifici relativi alle singole discipline qualora necessiti di un programma differenziato, i contenuti, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, le modalità d’intervento (in classe, all’esterno, individualmente, a piccoli gruppi). In alcuni momenti l’attività si potrà svolgere all’esterno della classe perché:
  • solo in una situazione priva di elementi di disturbo l’alunno riesce ad acquisire le abilità richieste per entrare in relazione comunicativa e costruttiva con il gruppo classe;
  • risulta prioritario stabilire un rapporto di fiducia con l’insegnante di sostegno, prerequisito all’apprendimento e alla socializzazione;
  • è necessario far superare grosse difficoltà cognitive.
Si cerca, per quanto possibile, di far utilizzare agli alunni portatori di handicap gli stessi strumenti del gruppo classe perché ciò facilita l’aggancio con quanto è fatto in classe e l’azione del docente curricolare.
A questi strumenti si aggiunge materiale strutturato in dotazione alla scuola o predisposto di volta in volta dal docente di sostegno e/o curricolare e l’uso della multimedialità.

MAGGIO – valutazione esami di licenza

“Nella valutazione degli alunni portatori di handicap da parte degli insegnanti è indicato sulla base del P.E.I., per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative di sostegno siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici d’alcune discipline” (L. n° 104).
L’alunno è valutato sulla base degli obiettivi per lui predisposti, sui livelli raggiunti nonché sulle sue eventuali e particolari esigenze psicologiche.

ESAMI

D.M. 6/8/81, D. M. 10/12/84
“Per gli allievi che abbiano seguito un piano di studi riconducibile a obiettivi e finalità della scuola media, l’esame può svolgersi con prove scritte differenziate che, in piena coerenza con le caratteristiche dell’intervento educativo – didattico del triennio, siano idonee a valutare il livello di maturazione e apprendimento riconducibili a obiettivi e finalità della scuola media”. Nei casi in cui il percorso di insegnamento-apprendimento sia stato completamente differenziato rispetto a quello della classe, sono proposte prove scritte differenziate. “Sono predisposte prove d’esame corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli d’apprendimento iniziali”. (L. n° 104, art. 16 punto 2). In ogni caso la commissione d’esame delibera su tale richiesta. Le prove scritte d’esame, predisposte per la classe, sono organizzate per livelli crescenti di difficoltà in modo che anche gli alunni portatori di handicap possano talora eseguire parti delle stesse, purché adeguate alle abilità acquisite.

ORIENTAMENTO

L. n° 104/92 art. 14 comma 1°:
“… il Ministero della pubblica istruzione provvede altresì: all’attivazione di forme sistematiche d’orientamento, particolarmente qualificate per la persona handicappata, con inizio dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado …”. “Gli operatori procedono, per quanto di competenza, alla ricognizione delle strutture (scolastiche, di formazione professionale, d’avviamento al lavoro, di laboratori e centri) verso cui orientare gli alunni portatori di handicap” . L’attività di orientamento per gli alunni portatori di handicap s’inserisce nelle attività proposte a tutta la classe per quanto riguarda la conoscenza di sé, delle possibilità scolastiche offerte dal territorio e le prospettive del mondo del lavoro. Nella presa di coscienza delle abilità, delle potenzialità e delle difficoltà, l’alunno è guidato anche individualmente dal docente di sostegno;
Si prendono contatti con le strutture pubbliche preposte all’orientamento degli alunni con difficoltà (Sportello H, concordato nell’ambito della rete H Cernusco – Melzo collocato presso l’istituto 2M. Bellisario di Inzago) e con le scuole di possibile inserimento per mirare la programmazione ai prerequisiti e per definire eventualmente il progetto “continuità”. Anche la famiglia è coinvolta per conoscere le aspettative, per confrontarle con le reali possibilità degli alunni, per rendere meno ansiosa la situazione di passaggio.

RACCORDO TRA I DIVERSI ORDINI DI SCUOLA – CONTINUITA’

La continuità educativa tra i diversi ordini di scuola è prevista dalla C.M. n° 1/98
Affinché nel passaggio da un ordine di scuola ad un altro l’impatto con una nuova organizzazione del lavoro, con nuove metodologie e nuovi insegnanti non sia traumatico per l’alunno e si possa elaborare un P.E.I. che si innesti sul lavoro svolto nella scuola di provenienza, sono previste:
  • riunioni di raccordo tra i docenti dei vari ordini di scuola;
  • la possibilità, per l’insegnante di sostegno della scuola d’ordine inferiore, di seguire l’alunno per un periodo determinato nella scuola d’ordine successivo e di partecipare alla stesura del P.E.I.;
  • progetto d’accoglienza;
  • partecipazione alle riunioni della commissione formazione classi.

PROGETTI D’ISTITUTO

  • progetto teatro
  • progetto laboratorio “Lavori in corso”
  • laboratori di classe
  • screening per individuare D.S.A. (in specifico dislessia)



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